Denti del GIUDIZIO tra mito e realtà!

Noi tutti siamo portati ad associare il dente del giudizio a terribili agonie, ma è realmente quello che ci dobbiamo aspettare ? Sono sempre da eliminare? E’ vero che ci spostano gli altri denti ? No , non è proprio così, ma andiamo per passi. I denti del giudizio sono i terzi molari permanenti e sono chiamati così perché teoricamente erompono in concomitanza con la maturità , ovvero tra i 19 e i 21 anni . In realtà questi denti presentano una grande variabilità nei tempi di eruzione e possono spuntare a qualsiasi età. In virtù della conformazione scheletrica del singolo individuo questi denti possono uscire e posizionarsi in modo corretto ma molto spesso non vi è spazio sufficiente e allora restano inclusi, ovvero non compaiono in arcata o compaiono solo parzialmente e spesso assumono una posizione orizzontale.
L’inclusione del dente comunque non è di per se una condizione per la quale si renda necessaria la sua estrazione. Il dente del giudizio incluso, sia superiore che inferiore, può rimanere tale per tutta la vita a meno che non si crei una situazione di continuità con l’ambiente orale tale da permettere il passaggio di batteri e l’infezione dell’elemento (pericoronarite). I sintomi sono quelli classici della sintomatologia dolorosa associata a difficoltà ad aprire la bocca e gonfiore di grado variabile per cui è spesso indicata la terapia antibiotica.
Altre cause di estrazione sono i processi cariosi di elementi solo parzialmente erotti oppure quando il dente del giudizio provoca patologie cariose, parodontali , o riassorbimenti radicolari al dente che lo precede. Inoltre spesso i denti del giudizio superiori sono inclinati verso l’esterno e questo determina lesioni alle mucose della guancia. Comunque se il terzo molare è posto correttamente in arcata e non determina problemi, non va assolutamente tolto, e il fatto che possa spostare i denti vicini è una credenza popolare . E’ stato dimostrato da diversi studi che l’affollamento degli incisivi in soggetti sottoposti a estrazione del dente del giudizio è sovrapponibile a quelli che non lo hanno estratto ! Ma allora… quando è necessario estrarli questi denti, e quanto c’è da preoccuparsi?? Beh, ci sono diversi gradi di complessità legati al fatto che spesso in continuità con il dente da estrarre ci sono strutture anatomiche importanti , ma per fortuna le attuali procedure diagnostiche consentono di limitare al minimo i rischi connessi a questo tipo di intervento. Oltre la classica radiografia panoramica, la cosiddetta Ortopantomografia, è oggi disponibile un sofisticato sistema diagnostico che permette di avere immagini in 3D e numerose sezioni della parte interessata (radiografia Dentalscan cone beam).

Ovviamente ogni terapia contempla delle complicanze ma queste non devono essere considerate la regola. Quelle più frequenti sono il gonfiore e il dolore post operatorio, entrambi molto ben controllate con una adeguata terapia farmacologica.

Quelle più rare sono:

- Per l’ottavo superiore una comunicazione bucco-sinusale ( cioè una comunicazione tra il seno mascellare e la cavità orale ) . Questa complicanza non deve spaventare ma deve essere subito corretta chirurgicamente per evitare gravi infezioni del seno mascellare.

- Per l’ottavo inferiore la situazione è un po’ più complicata. Una lesione del nervo alveolare inferiore può provocare la perdita della vitalità dei denti e una riduzione della sensibilità del labbro e della cute del mento del lato operato , mentre una lesione del nervo linguale può portare ad una perdita o riduzione della sensibilità dei 2/3 anteriori della lingua del lato operato.

Vi è comunque da ribadire che le complicanze non devono essere considerate una regola!
Nelle mani di un chirurgo esperto i rischi sono ridotti al minimo, e il post operatorio anche di denti inclusi complessi non è così terribile come si è spesso portati a pensare.

 

A cura di: Dott. Fabio Russo - Odontoiatra - tel. 049 9402352 studiofabiorusso@alice.it

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