Diete senza proteine animali: i piccoli vegani come crescono?

La dieta vegana possiamo definirla un regime alimentare “anticonformista” e come tale abbraccia anche uno stile di vita che influenza le abitudini quotidiane, l’abbigliamento, sposa principi che escludono qualsiasi forma di crudeltà verso gli uomini, l’ambiente, gli animali. Alcuni sostenitori sono ferrei osservanti, altri meno. Un adulto può scegliere, ma un bambino? E qui la questione si sposta su un terreno diverso: dallo stile di vita alla salute. Ne abbiamo parlato con il dott. Francesco Francini Pesenti, nutrizionista - Azienda Ospedaliera di Padova.

Dott. Francini, il panorama delle diete è molto ampio, ma facciamo un po’ di chiarezza, la dieta vegana quali alimenti esclude?

Tutti gli alimenti di origine animale. Esclude anche uova, latte e formaggio, anche se per ottenerli non si uccide l’animale.

L’esclusione totale di proteine animali può portare problemi alla salute dell’adulto ma anche del bambino?
Una dieta vegetariana non richiede nessuna supervisione perché contiene tutto ciò che serve per una corretta alimentazione, la dieta vegana invece pone alcuni problemi. Il primo riguarda la qualità delle proteine. Gli amminoacidi sono i mattoni che costruiscono le proteine, noi siamo in grado di produrli da soli e questi sono gli amminoacidi non essenziali, gli altri, gli essenziali, li dobbiamo trovare nella dieta e le proteine animali ne sono ricche, al contrario delle proteine vegetali. Solo le proteine dei legumi sono leggermente più ricche di amminoacidi essenziali e quindi possono dare un buon contributo alla qualità della dieta, ma bisogna mangiare ogni giorno e in grandi quantità fagioli, lenticchie, ceci, fave, piselli. Cosa che è possibile per un adulto, che non soffre di colite naturalmente, ma è difficile avere la certezza che un bambino possa assumere una quantità sufficiente di legumi. Questo è il primo problema: la qualità proteica.

Nella dieta vegana “scompaiono” solo le proteine animali?
Purtroppo no. Infatti un altro problema è la completa assenza nella dieta vegana della vitamina B12. Gli alimenti vegetali non contengono B12, indispensabile per produrre i globuli rossi, fondamentali componenti del sangue. La mancanza di questa vitamina causa anemia, ma è fondamentale anche per il sistema nervoso: senza vitamina B12, a lungo termine, si incorre in danni neurologici che possono portare a conseguenze gravi come la paresi. Se sommiamo anche il difetto di amminoacidi essenziali e quindi la scarsa qualità proteica abbiamo come conseguenza un ritardo della crescita e una immunodeficienza. Il nostro sistema immunitario ha bisogno delle proteine, gli anticorpi sono proteine, se non mangiamo amminoacidi essenziali a sufficienza non produciamo la giusta quantità di anticorpi e quindi siamo facilmente attaccabili dai microbi e batteri.

Considerando i “danni” all’organismo che una dieta vegana può causare, molti sostenitori di tale regime alimentare la seguono proprio per migliorare la propria salute. Una contraddizione…
Lo è. Perché si è vegani? Se lo facciamo per motivi di salute oggi gli studi sulle popolazioni ci spiegano molte cose. Se noi confrontiamo i vegani con i grandi consumatori di carne o con popolazioni che seguono in pieno la dieta occidentale, la dieta americana, ci sono dei vantaggi in termini di malattie cardiovascolari per i vegani, più incerta la riduzione di tumori. Quando però, come indica l’ultimo studio europeo, confrontiamo una popolazione di vegani con una che mangia saltuariamente carne vediamo che non c’è nessuna differenza e che anzi dal punto di vista oncologico stanno meglio quest’ultimi. Questo significa che magiare 1 o 2 volte alla settimana carne rossa o bianca, pesce, uova, formaggio, comporta differenze impercettibili sullo stato di salute e, se si osservano vantaggi, questi sono a favore degli onnivori.

I genitori vegani, essendo il latte un alimento prodotto da animali, come nutrono i loro figli, anche piccoli, di pochi mesi?
Con il latte di mandorla ad esempio, un prodotto che non ha niente a che fare con il latte, è semplicemente una bevanda perché del latte non ha la qualità proteica, la gamma delle proteine, le vitamine, i minerali. Quando diamo un latte per un bambino molto piccolo, ne scegliamo uno moderatamente proteico, poiché il rene del piccolo è immaturo e quindi incapace di smaltire le proteine. Dare a un bambino un latte di soia o di mandorla dove è simulata la composizione del latte vaccino normale, significa dare un alimento iperproteico, e con proteine di scarsa qualità, che però producono scorie come le proteine di alta qualità, impegnando il rene del piccolo oltre le sue possibilità. Insomma, i latti vegetali non possono competere con quello vaccino che, sebbene non sia un alimento indispensabile, non può essere sostituito con una pari efficacia nutrizionale da quelli vegetali. Per quanto riguarda i derivati della soia, fin qui va ancora bene perché la soia ha una buona qualità proteica. Da qualche tempo va di moda il seitan, un prodotto proteico ricavato dal glutine del grano, carente sotto l’aspetto nutrizionale. Ribadisco: un genitore è responsabile di sé stesso e può decidere cosa mangiare, anche “invaghirsi” di una dieta sbagliata, ma non può imporre certe scelte rischiose ai propri figli soprattutto se molto piccoli.

Cosa può accadere alla salute di un bambino nutrito con dieta vegana?
Di sviluppare una malattia neurologica, un ritardo di crescita, un’anemia seria, danni neurologici che a volte sono sofferenze transitorie, ma a colte sono permanenti. In casi estremi si può anche morire. Un altro problema legato alla dieta vegana è la carenza di ferro. Gli alimenti vegetali non sono particolarmente ricchi di ferro e quando lo sono è un ferro che si assorbe molto meno di quello animale perché nei vegetali ci sono delle molecole che legano e catturano il ferro a livello intestinale, lo “intrappolano” e ne impediscono l’assorbimento. Vi è quindi il rischio di andare incontro a stati di malnutrizione globali o selettivi di singoli nutrienti.

Un vegano può scendere ad un “compromesso” alimentare per la dieta del proprio figlio, senza violare troppo il principio ispiratore?
Dico di sì. Trovo assolutamente dissennato far correre rischi ad un bambino quando possiamo dargli un’alimentazione completa senza esagerare con gli alimenti animali, con piccole quantità di carne, uova, latte. Facendo così andiamo a completare una dieta che di base è vegetariana ma viene sporadicamente arricchita di alimenti animali ottenendo gli obiettivi che si pone un vegano, senza incorrere nei rischi legati al fanatismo alimentare.

a cura di:

Dott. Francesco Francini Pesenti
Nutrizionista - Azienda Ospedaliera di Padova

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