basil-speciale natura

Fame nervosa e sovrappeso: quando l’anima vuole farsi sentire

Alcune volte, le persone hanno molta fame, e non è la fisiologica fame che viene quando il corpo richiede energia, ma una fame che fa aprire il frigorifero e la dispensa, ad ogni ora, e fa ingurgitare qualsiasi cosa si trovi.
La stessa fame che fa mettere nel carrello patatine e dolcetti confezionati, pur consapevoli che la soddisfazione dopo averli mangiati sarà di breve durata e presto sostituita dai sensi di colpa. Perché sono sempre di più le pubblicità riguardanti miracolosi rimedi esotici dimagranti? Perché sempre più persone intraprendono una dieta letta su un giornale, fallendo miseramente e proseguendo con la frustrazione?

Perché dentro queste persone c’è una bocca affamata che grida per essere riempita, scalpita come una bestia selvaggia per ricevere ciò che vuole: “cibo! cibo! cibo!” Ma il cibo è solo l’involucro di quello che la bocca affamata chiede.

Dietro quella voglia famelica c’è di più: c’è il bisogno di qualcosa che faccia sentire vive. E’ la persona che arde di fame di sè stessa, pallida della sua passione, a digiuno della sua anima.

Le persone che soffrono di fame nervosa spesso sono lontane dalla loro vita profonda, passionale, nutriente, rigenerante: spesso svalutano il proprio lavoro, si sentono in colpa se non sono disponibili per tutti, si autoimpongono di stare zitte, di non esprimersi, accantonano le loro aspirazioni, mettono sotto sale i loro desideri.

Hanno arrotolato la passione e le hanno stretto un laccio attorno, hanno scritto la parola “rassegnazione” sul muro della loro camera, hanno appoggiato la penna, hanno gettato la tela e poi giurato di guardare dall’altra parte, per non vederla più.

Spesso queste persone hanno la sensazione di essere “immobilizzate” e in questo immobilismo si costringono a non andare, a non muoversi, a non pretendere, a non diventare, a non scoprire. La loro vita è “una bocca vuota” e il cibo diventa la metafora di un nutrimento che non arriva da un’altra parte.
Ma non è una situazione irreversibile.
Bisogna avvicinarsi all’anima, che giace da qualche parte con le ossa spezzate, e ricomporla.

Come fare?
Chiedendo a noi stessi cosa davvero desideriamo. Non è così difficile come sembra! Quando risvegliamo la nostra anima lei non parla in modo criptato: ci dice a chiare lettere quale direzione prendere. E’ un’amica sicura, fidata, compassionevole, stimolante… lei ha le risposte che cerchiamo… è allora che, come per magia, quella bocca affamata si chiude e dentro di noi nasce una nuova energia, la voglia di vivere davvero la nostra vita...

Spesso da soli, il percorso del risveglio non è un percorso facile da intraprendere, ecco perché per essere supportati quando si sceglie di rinascere e star bene veramente, rivolgersi alla Naturopatia ed alla floriterapia può essere un valido aiuto per iniziare con coraggio e continuare con leggerezza e perseveranza il viaggio intrapreso alla riscoperta della propria anima.

Speciale Natura 2016

Scrivi un commento