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Il colpo di calore non è un colpo di sole:

ecco cosa si rischia… meglio prevenirlo!

Anche l’estate può avere le sue insidie, soprattutto se agiamo con imprudenza di fronte a temperature torride poco clementi. Una di queste è senz’altro il colpo di calore causato dall’aumento della temperatura corporea. Dopo una lunga esposizione al sole o la permanenza in ambienti con temperature elevatissime, il sistema di termoregolazione di cui in nostro organismo è dotato, può andare in tilt arrivando a “un punto di non ritorno”. Si tratta di un evento grave dal punto di vista medico e dobbiamo distinguerlo da altre situazioni che vengono prima del colpo di calore, i campanelli d’allarme.
“Il colpo di calore tipico colpisce ad esempio il muratore che sta sul tetto di una casa per tutta una giornata - spiega Andrea Favaro, direttore del Pronto soccorso dell’Ospedale San Bassiano, Ulss 3. Anche l’idratazione, se esposti costantemente sotto il sole con temperature elevate, può non essere sufficiente ed impedire che “salti” la nostra termoregolazione che smetterà quindi di rispondere se non viene concessa nessuna tregua e pausa in un ambiente più fresco. D’inverno – prosegue Favaro - noi non sudiamo e quindi perdiamo calore per radiazione; d’estate il calore si perde per umidificazione. In sostanza la modalità che ha il nostro corpo di emettere il calore mantenendo la temperatura a 37°C rispetto all’esterno che invece può superare i 33°C, è quella di sudare, far evaporare e quindi eliminare calore, ma in questo modo contemporaneamente si perdono anche liquidi e sali minerali indispensabili per il nostro organismo.
Dunque è importante quello che accade prima del colpo di calore, una sorta di spia rossa che si accende: si avverte malessere, a volte nausea e profonda astenia, si alza la temperatura corporea intorno ai 38-39°C, e questi sono i segnali di un esaurimento da calore.
“Con il colpo di calore il termometro misura più di 40°C, ma la temperatura corporea elevata associata a stanchezza, mancanza di forze, nausea, confusione, agitazione, pressione bassa, tachicardia, indicano già un forte esaurimento da calore”.
Più esposti a questo rischio sono i bambini fino ai 5 anni, gli anziani sopra i 75 e i soggetti con patologie per le quali sono costretti a prendere farmaci, in particolare quelli per regolare la pressione o i betabloccanti.
Ma in quali condizioni rischiamo il colpo di calore?
“Se si mantiene una temperatura esterna per oltre tre giorni sopra ai 32°C - sottolinea Favaro - è una situazione climatica ambientale che predispone al colpo di calore. In casi di caldo torrido, le temperature vengono monitorate dall’Arpav e comunicate ai Pronto soccorsi. Nelle aziende sanitarie abbiamo preparato protocolli che consentono di gestire situazioni di questo tipo già sul territorio con l’intervento degli infermieri del distretto, ad esempio a casa di anziani e soggetti con problematiche sociali”.
Dunque la prevenzione innanzitutto; in queste particolari situazioni valgono poche ma buone regole: ripararsi in ambienti freschi, proteggersi il capo con cappelli, idratarsi, mangiare  più frutta fresca, ad esempio anguria e melone, munirsi di ventilatori o deumidificatori senza abbassare eccessivamente la temperatura, meglio mantenerla intorno ai 25-26°C.
“Tenete presente che agitazione, confusione, tachicardia – spiega Favaro- sono situazioni di confine tra esaurimento e colpo di calore che possono generare convulsioni e degenerare fino all’arresto cardiaco. Nel caso in cui la persona presentasse questi sintomi, non rispondesse in maniera adeguata e la temperatura corporea fosse elevata, questi sono segnali neurologici pericolosi. Si consiglia di portarla in un luogo fresco, metterla con il busto un po’ sollevato, non seduta perché potrebbe cadere o perdere coscienza e peggiorare la situazione, provare a farla bere, bevande fresche e non ghiacciate, se ha nausea inutile insistere potrebbe vomitare, fare delle spugnature al capo e in volto e chiamare immediatamente il 118”.
È importante distinguere il colpo di calore dal colpo di sole che si riferisce in particolare all’ustione solare di primo grado in tutto il corpo che si può comunque associare a febbre, disidratazione e ad esaurimento da calore.

 

a cura di:
Andrea Favaro
Direttore del Pronto soccorso dell’Ospedale San Bassiano, Ulss 3

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