Importanza del sistema linfatico: cause rischi e processo di guarigione

Il sistema linfatico è uno dei sistemi naturali di difesa dell’organismo contro le infezioni. È un sistema complesso costituito da organi linfatici, quali il midollo osseo, le tonsille, il timo e la milza, e da una serie di linfonodi, che sono collegati tra loro da una rete di sottili vasi linfatici. I linfonodi sono piccole ghiandole localizzate al collo, sotto le ascelle e nell’inguine. Il loro numero varia a seconda della localizzazione e va da poche unità a qualche decina, come nel caso dei linfonodi ascellari, presenti in un numero compreso tra 20 e 50.
I tessuti che compongono il nostro organismo producono un liquido chiaro detto linfa che viene fatto circolare in tutto il corpo tramite i vasi linfatici. La linfa contiene i globuli bianchi, detti linfociti, che hanno la funzione di difesa contro le infezioni e le malattie. Per esempio, quando abbiamo il mal di gola, se palpiamo i linfonodi del collo, ci accorgiamo che questi sono ingrossati. Ciò è il segno che l’organismo sta lottando contro l’infezione.
Quando si vuole rendere una palude fertile, si installano in essa dei tubi forati e attraverso di essi la palude si bonifica, quindi: drenaggio significa afflusso d’acqua.
Quando parliamo di linfodrenaggio, ci riferiamo alla sottrazione della quota fluida dal tessuto connettivo lasso: trasportiamo acqua ed elementi in essa contenuti fuori dai suddetti tessuti, dai vasi sanguinei, attraverso il sistema dei vasi linfatici.
La linfa è fonte di salute, comunque protegge la salute.
A questo punto è evidente che il sistema linfatico non agisce solo come depuratore attraverso il drenaggio, ma come apparato di difesa e compiti vitali di nutrizione.
La linfa trasporta un “carico linfatico” verso il sangue a cui consegna elementi vitali e materiali tossici: un opportuno linfodrenaggio manuale e fasciature con bende o calze su misura possono affrettare elettivamente il processo di ricostruzione per mezzo dei linfociti.
Attraverso il linfodrenaggio manuale otteniamo la trasformazione del tessuto connettivo superficiale in una soluzione liquida, ove elementi micromolecolari ed acqua vengono condotti nel sistema dei vasi sanguinei.
Attraverso l’esercitazione manuale, gli elementi macromolecolari (avuti dal ricambio metabolico, quali per esempio le tossine), vengono allontanati dal tessuto connettivo.

L’Edema Linfatico degli arti inferiori
Gonfiore agli arti inferiori, prurito, arrossamento, formicolio, pesantezza e dolore alle gambe sono i sintomi che maggiormente vengono riferiti da chi è affetto da disturbi più o meno gravi di circolazione agli arti inferiori. L’Edema Linfatico o Linfedema potrebbe essere la malattia che si nasconde dietro a questi sintomi.

Il sistema circolatorio linfatico
Oltre al sistema circolatorio arterioso, che porta sangue ossigenato dal cuore ai tessuti (il tessuto non è altro che un insieme di cellule: il tessuto muscolare è formato da cellule muscolari, il tessuto adiposo dalle cellule adipose,…), e quello venoso, che trasporta il sangue privo di ossigeno, saturo di anidride carbonica e di altri metaboliti  al cuore, esiste un terzo sistema circolatorio: quello linfatico, meno conosciuto ma altrettanto importante per il nostro organismo.
Compito del sistema circolatorio linfatico è quello di trasportare liquidi e proteine dagli spazi presenti tra le cellule che formano il nostro corpo al cuore. Il sistema circolatorio linfatico svolge anche un’importante funzione di difesa immunitaria contro aggressioni esterne (insetti, corpi estranei).

L’edema linfatico
Con il termine “edema”, si intende un accumulo patologico di liquidi negli spazi presenti fra le cellule dell’organismo. Esso si caratterizza in quello stato che viene comunemente denominato “gonfiore”. L’edema linfatico o linfedema è quello causato da un’infiltrazione di liquidi e proteine a livello cutaneo e sottocutaneo, come conseguenza di un’insufficienza linfatica che può trovare diverse cause. In primis, da un’aumentata produzione di linfa da parte dell’organismo come in caso di traumi, interventi chirurgici e trombosi venosa: in questo caso il sistema circolatorio linfatico non riesce a drenare la linfa prodotta poiché in quantità superiori alle sue capacità di trasporto.
L’ edema linfatico che si accumula tra le cellule provoca un aumento dello spazio tra di esse, ciò causa una loro cattiva ossigenazione e la formazione di quantità sempre maggiore di tessuto connettivo tra le cellule stesse, la cosiddetta “fibrosi”, che a sua volta impedisce una adeguata ossigenazione dei tessuti e altera la fine organizzazione del sistema circolatorio linfatico.

Diagnosi e terapia dell’edema linfatico
Dato il quadro complesso dell’ edema linfatico , viste le sue molteplici cause, il medico deve valutare il paziente nel suo insieme prima di poter fare diagnosi. In particolare, indagini cliniche (visita accurata) e strumentali per valutare la funzionalità cardiaca (ecocardiogramma) ed indagini ematochimiche (per lo più: valutazione della funzionalità renale ed epatica, la quantità di cellule del sangue rispetto alla componente liquida di quest’ultimo, la quantità di proteine in esso contenuta), che ci permettono di escludere edemi di origine diversa (renale, cardiaca, discrasica …).
L’ecocolordoppler delle arterie e delle vene periferiche ci permette di eseguire uno screening dei sistemi circolatori arterioso e venoso. Alcuni linfedemi infatti sono sostenuti e peggiorati da trombosi venose profonde (flebedema) o fistole artero-venose (comunicazioni tra arterie e vene) che l’ecocolordoppler sicuramente metterà in evidenza. Potrà quindi l’ecocolordoppler delle arterie e delle vene indirizzare precisamente sul tipo di disturbo circolatorio e valutare l’eventuale concomitante presenza di più alterazioni circolatorie e scegliere così la migliore strategia terapeutica.
La terapia dell’ edema linfatico o linfedema consiste in un regime dietetico ipocalorico, ipoproteico, iposodico, farmaci (per lo più diuretici, ma anche antibiotici ed antinfiammatori), corretta idratazione (bere molta acqua), terapia elastocompressiva (“calze elastiche”), il movimento attivo e passivo degli arti e la massoterapia (massaggi “linfodrenanti”).

Edema Linfatico: dieta corretta
La terapia dell’ edema linfatico o linfedema consiste in un regime dietetico ipocalorico, ipoproteico, iposodico, farmaci (per lo più diuretici, ma anche antibiotici ed antinfiammatori), corretta idratazione (bere molta acqua), terapia elastocompressiva (“calze elastiche”), il movimento attivo e passivo degli arti e la massoterapia (massaggi “linfodrenanti”).

Le complicanze dell’edema linfatico: linfagite
Altra complicanza è l’ edema “lipoideo” chiamato genericamente “cellulite”, in cui si assiste ad un aumento delle cellule adipose con loro degenerazione ed alterazione con aumento abnorme degli spazi tra le cellule stesse, cui segue un accumulo sempre maggiore di linfa. La terapia più adeguata in questi casi prevede un regime dietetico ipocalorico, presidi farmacologici locali e generali che possono variare a seconda dei casi, terapia elastocompressiva ed il drenaggio linfatico manuale (massoterapia “linfodrenante”).

 

a cura di: Ortopedia Sanitaria Lolato - www.lolato.it

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