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Per chi sceglie un’alimentazione tutta Bio

La nostra buona salute dipende da ciò che mangiamo e l’alimentazione è una delle chiavi per vivere a lungo e bene a patto che sia sana.

Ma cosa significa nello specifico “mangiare sano”?
Tra i moltissimi prodotti in commercio, un’ottima risposta è data dall’alimentazione biologica. Si sa probabilmente poco di questo regime alimentare “al naturale” al quale ormai in tanti si sono riavvicinati e hanno deciso di eliminare, o comunque cambiare, tutti quei cibi di produzione industriale.
Il termine “riavvicinati” non è casuale, perché l’alimentazione bio era quella dei nostri nonni e bisnonni che coltivavano direttamente la terra, senza l’uso di pesticidi, nitrati e fungicidi, che oggi invece si usano normalmente in agricoltura. In passato non si mangiava cibo prodotto industrialmente con conservanti, coloranti, antibiotici, ormoni e sostanze chimiche.
Oggi alla base della nostra alimentazione c’è il cosiddetto “junck food” o “cibo spazzatura”, che è considerato responsabile tra l’altro di molte malattie metaboliche come colesterolo e diabete. Il nostro corpo però non è stato programmato per assimilare sostanze del tutto estranee. Questo significa che bisogna porre attenzione a quello che si mangia, a come viene cucinato ed in quali quantità è ingerito per riuscire a rimanere in salute più a lungo.

Uno stile di vita sano
Condurre uno stile di vita appropriato significa compiere scelte salutari ed equilibrate in diversi ambiti quotidiani. Il primo passo verso il benessere è un’alimentazione sana, completa e correttamente bilanciata e una regolare attività fisica. Deve essere eliminato il fumo e bisogna limitare il consumo di bevande alcoliche, ma anche uno stile di vita sano prevede di evitare carichi di stress e sonno a sufficienza. Sono concetti che è facile intuire, ma che è più difficile mettere in pratica perché cambiano buona parte delle nostre abitudini quotidiane.

Gli alimenti di cui ha bisogno il corpo
Sembra scontato ricordare quali sono gli alimenti di cui il nostro corpo ha bisogno, ma è diventato sempre più difficile distinguerli. Essi sono: i carboidrati come pane e pasta, cereali, le proteine, i legumi, i grassi, le vitamine e i minerali che si trovano soprattutto nelle verdure. Fin qui tutto sembra apparentemente “normale”, perché tutti mangiamo questi alimenti, ma quello a cui è bene fare attenzione è la loro derivazione e per l’esattezza le modalità di coltivazione, produzione o allevamento.
L’alimentazione bio infatti si basa sulla produzione bio, alla cui base c’è a sua volta l’agricoltura e gli allevamenti biologici.

Da dove arrivano i prodotti in tavola di ogni giorno?
Se leggete le etichette per esempio della pasta, saprete che è a base di grano duro, ma questo cereale nella maggior parte dei casi è soggetto a coltivazione intensiva, con l’uso dei fitofarmaci, che non possono dare origine a un prodotto del tutto sano. La stessa farina che viene prodotta dal grano è quella cosiddetta “raffinata”, di colore bianco candido e del tutto ripulita da qualsiasi impurità, ma anche dalle qualità organolettiche.
La farina che invece mangiavano i nostri nonni era scura, con la presenza di crusca e di residui della macinazione del grano: in una parola era quella che noi oggi chiamiamo “integrale”.
La farina integrale, per fare un esempio su tutti, mantiene ancora la quantità di fibre e valori nutrizionali pressoché intatti e la sua macinazione è “grezza”, del tutto salutare per il nostro intestino, che digerisce più facilmente un alimento naturale, senza l’aggiunta di additivi, coloranti e separazione delle sostanze essenziali.

Quali sono i vantaggi dall’alimentazione biologica?
Beh innanzitutto la gratificazione del palato! I cibi che derivano da culture e allevamenti che rispettano l’ambiente e la salubrità, hanno un sapore più gustoso, un profumo intenso e distinguibile, sono più facilmente digeribili e, per quanto riguarda le verdure, hanno i classici “difetti” estetici dei prodotti naturali. In media i prodotti naturali hanno un apporto maggiore dei principali nutrienti. Diverse ricerche hanno dimostrato un maggiore contenuto nelle verdure di produzione biologica di antiossidanti e, nel particolare, di acido salicilico e di fenoli che sono tra più potenti antagonisti dei radicali liberi. Questi come è noto, portano ad un invecchiamento precoce delle cellule. L’ossidazione del corpo infatti avanza inesorabile se l’apporto di nutrienti antietà è scarso, come accade nell’alimentazione dei paesi industrializzati.
Anche i formaggi prodotti con il latte, controllato e ricavato da animali nutriti con erba biologica, contengono più acidi grassi essenziali come gli Omega 3 e gli Omega 6, che il nostro corpo non è in grado di produrre autonomamente.
Nei cereali, nella frutta e nella verdura prodotti in modo biologico c’è una maggiore concentrazione di minerali come il ferro e il magnesio, ma anche di vitamina C.
I nitrati che nella produzione industriale vengono aggiunti, registrano una diminuzione del 50% nei prodotti bio.
Ricordiamo a questo pro che i nitrati possono favorire l’asma in quanto riescono a influenzare direttamente la capacità dell’emoglobina di distribuire ossigeno ai tessuti.
Un’alimentazione bio è utile per evitare al nostro organismo uno stress metabolico, perché l’apparato digerente non è costretto a sintetizzare sostanze completamente estranee.Senza questo stress e a contatto solo con cibi naturali il metabolismo aumenta, brucia maggiormente i grassi, riduce il sovrappeso, conserva più energie anche mentali e in definitiva rafforza le difese immunitarie.

Ridurre la resistenza agli antibiotici
Un ulteriore vantaggio che deriva da un’alimentazione bio è quello di ridurre il quantitativo di ormoni, antibiotici e altri tipi di farmaci dati agli animali.
La buona notizia a riguardo è che molti ristoranti, altrettante srutture (anche ospedaliere), catene di fast food e persino lo street food si stanno sempre più avvicinando a prodotti di alta qualità e a km zero. La stessa scelta è stata operata da molte catene di fast food e anche la moda dello “street food” è sempre più rivolta verso prodotti di alta qualità e a km zero.

Cibi sani con la certificazione della produzione biologica
La domanda dei consumatori di prodotti biologici è comunque legata alla sicurezza della loro provenienza e alle modalità di produzione.
Per questo esiste una certificazione segnalata da appositi bollini che gli esercizi commerciali e i produttori devono esporre, secondo quanto disposto dalle direttive europee in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Il biologico infatti presuppone in primis la tutela dell’ambiente che non deve essere inquinato in nessuno modo. E’ fatto divieto d’uso di pesticidi, fertilizzanti e altri fitofarmaci che possano inquinare il terreno e le falde acquifere. La produzione di frutta e verdura ma anche del foraggio per gli animali esclude l’uso di medicinali e di interventi genetici, come accade per i prodotti OGM (Organismi geneticamente modificati). Il consiglio per chi vuole acquistare prodotti biologici è rivolgersi direttamente a chi li produce, o chi si serve direttamente da chi ha scelto l’agricoltura e l’alimentazione biologica.
La filiera corta o la spesa a km zero è una delle possibilità che può sfruttare il consumatore per avere sempre prodotti freschi, sicuri e garantiti.

Speciale Natura 2016

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