schiena

Un aiuto per la schiena

Le ortesi per la colonna vertebrale hanno un’azione di sostegno, scarico e immobilizzazione parziale o totale, sia in posizione eretta sia seduta. Si distinguono in corsetti e busti. Il corsetto è una fascia leggera, semirigida, in elastico o in tessuto, che viene utilizzata soprattutto per patologie lombari e lombosacrali. A livello dorsale, infatti, il solo corsetto non è sufficiente, ed è quindi più indicato il busto,
in quanto più rigido.
sostegni-lombariI SOSTEGNI LOMBARI I corsetti elastici sono indicati per recare sollievo nei disturbi specifici dellaschiena. I diversi modelli sono sostanzialmente simili nella struttura, che si estende dal tratto dorsolombare al tratto lombosacrale del rachide, ma conferiscono una diversa stabilità secondo i materiali e i particolari con cui sono realizzati. Sono in genere in tessuto elasticizzato, con chiusura a velcro o con gancetti e bottoni. La presenza di stecche posteriori (a spirale, in plastica o in metallo) conferisce una maggiore rigidità all’ortesi ma soprattutto ha un effetto placebo sul paziente, che si sente più sostenuto. Il corsetto elastico può essere dorsolombare o lombosacrale. Entrambi hanno un’azione meccanica
importante sulla parte anteriore e provocano quindi un aumento della pressione endoaddominale, con conseguente scarico delle sollecitazioni che gravano sulla parte posteriore della colonna vertebrale.

sostegni-semirigidiI SOSTEGNI SEMIRIGIDI Sono in genere in tessuto e hanno, rispetto ai sostegni lombari, un’estensione posteriore maggiore. Scendono fino ai solchi sottoglutei, per favorire una maggiore retroversione della pelvi e quindi un appiattimento della lordosi lombare. Garantiscono inoltre una forte aderenza addominale: l’immobilizzazione è maggiore, come maggiore è la decompressione della colonna nella parte posteriore, rispetto al sostegno semirigido in elastico.A volte, oltre alle stecche rigide, i corsetti in tessuto presentano anche spallacci (una sorta di bretelle), che sorreggono il tratto toracodorsale e sono indicati soprattutto in presenza di ipercifosi. I corsetti semirigidi in tessuto sono impiegati nelle forme acute di lombalgia e lombosciatalgia e nel postoperatorio dell’ernia discale.

LE ORTESI RIGIDE Per i disturbi a livello del passaggio ortesi-rigidadorsolombare si possono utilizzare i busti rigidi. Questi modelli sono chiamati anche corsetti a tre punti o in iperestensione. Generalmente sono in alluminio molto leggero e hanno tre appoggi a livello lombare, pelvico e sternale. La banda pelvica è fissa, mentre quella a livello dello sterno è regolabile. Il loro utilizzo è frequente soprattutto nelle persone anziane con frattura del corpo vertebrale di modesta entità, senza lesione midollare (1). In questo caso non è necessario applicare un busto di gesso, ma si usa subito quello rigido, che normalmente si porta per qualche mese. E’ un presidio indicato nel trattamento sia di fratture traumatiche e patologiche delle vertebre dorsali basse e lombari, che in caso di crolli vertebrali. La durata del trattamento è in media di quattro mesi, ma dipende da caso a caso. Il busto deve infatti essere portato fino alla completa risoluzione della patologia.

LE ORTESI SU MISURA Nel trattamento conservativo delle fratture vertebrali gravi si possono utilizzare anche corsetti costruiti in materiale plastico, realizzati su calchi in gesso e adattati al singolo paziente (3). Si evita così l’utilizzo del gesso, che spesso è mal tollerato in quanto provoca una sensazione di soffocamento.

bambini-e-ragazziBAMBINI E RAGAZZI Un discorso a parte riguarda l’uso di questi presidi in età pediatrica e adolescenziale. In questi casi si usano per lo più i busti rigidi, con lo scopo di correggere malformazioni evolutive del rachide, come le scoliosi. Il sostegno può essere utilizzato per fermare il disturbo in attesa di un intervento correttivo, oppure dopo la chirurgia, alternandolo alla necessaria riabilitazione. La prescrizione di un busto in questa età è di pertinenza specialistica, proprio per la particolarità delle patologie coinvolte.

CONTROINDICAZIONI Le ortesi, sia semirigide sia rigide, sono in genere ben tollerate, e non creano irritazioni se indossate sopra un indumento. I busti rigidi possono essere sopportati male da coloro che sono stati sottoposti a interventi addominali. Nelle donne in gravidanza possono essere utilizzati alcuni modelli di corsetti elastici che hanno proprio la funzione di scaricare il peso che grava sulla schiena, specialmente negli ultimi mesi di gestazione.

AVVERTENZE E’ sempre importante che il paziente lo utilizzi nel modo giusto e solo per alleviare il dolore iniziale. Il malato tende spesso a farne un uso troppo prolungato, perché si sente bene quando lo porta, ma in tal modo la muscolatura lavora meno, va incontro ad atrofia e le condizioni peggiorano invece di migliorare. Nell’anziano, in particolare, il busto deve essere usato il meno possibile, per privilegiare il lavoro riabilitativo e consentire in breve tempo il ritorno alla vita sociale.

a cura:
Sanitaria Lolato

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