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Vacanza: questa meta tanto attesa

“Tornando da un viaggio non si è mai la stessa persona che è partita.”  [proverbio Cinese]

Se proviamo a pensare alla parola “vacanza” cosa ci viene in mente?
Molti di noi immagineremo la distensione, la mancanza di incombenze quotidiane, la rottura di una routine, il divertimento e lo svago, e altro ancora. Probabilmente stiamo vivendo una corsa continua per il raggiungimento di obiettivi al punto da avvertire la necessità di una pausa.
Poiché facciamo molta fatica a fermarci, in quanto vengono richieste chissà quali dinamiche personali interne, la vacanza forse è il modo più accettabile per tutti di darci uno stop, e quindi, rompere quel loop quotidiano che ci porta ad esaurire le nostre energie e ad avere bisogno di riprenderci. Siamo quindi un po’ come una batteria che, stando a lungo in funzione, consuma l’energia ed ha la necessità di ricaricarsi. E allora quale momento più propizio se non quello della vacanza?Tuttavia è bene considerare che la scelta di una vacanza comporta tutta una serie di stress: intanto bisogna decidere se andare da soli o in compagnia (famiglia, amici), poi bisogna decidere il periodo: giugno? Luglio? Agosto? Settembre? E anche qui si deve riuscire a incastrare i bisogni propri a quelli degli altri; poi bisogna decidere dove andare: lago? Montagna? Mare? E ancora: Hotel? Campeggio? Villaggio turistico? B&B? Appartamento?
Insomma, anche fare una vacanza richiede un surplus di investimento energetico e mentale tale che già si è sfiniti solo a pensarci.

Allora come poter affrontare tutto questo in modo più funzionale possibile a noi stessi? Proviamo a spiegare in modo semplice ma efficace cosa e come si potrebbe fare:

Calma e gesso. Prendere l’organizzazione della propria vacanza più alla leggera potrebbe essere una modalità per non arrivare al giorno della partenza con i “capelli dritti”. La vacanza nell’immaginario comune corrisponde all’opposto del lavoro, e quindi se dobbiamo impiegare tutto il sudore della nostra fronte per la sua organizzazione, ci sarà un piccolo problema su cui dovremmo soffermarci. Perciò, il pensare per tempo ad una vacanza vorrebbe dire intanto cominciare a riflettere su quali sono i propri bisogni, e quindi i propri desideri. In questo modo sarà più semplice la scelta della meta.

Il nostro nido felice. Scegliere la meta ci porta a decidere il posto in cui vivere i nostri spazi. Non è un aspetto affatto da sottovalutare, in quanto, per come scegliamo il colore delle pareti del nostro appartamento o di come lo arrediamo per stare bene, allo stesso modo scegliere la “dimora” in cui pernottare ha la sua importanza. Basti pensare che quando dormiamo si abbassano le difese e quindi il nostro modo di controllare il mondo circostante. E allora vogliamo dormire male o non dormire, in un posto che ci è “inospitale” per le nostre esigenze? Tante volte la nostra scelta ricade su sistemazioni meno costose, però spendere “qualche euro in più” diventa un investimento sul proprio benessere e sulla propria salute (ad esempio: se non siamo degli avventurieri naturalisti, pur di far fronte ai costi, che ci andiamo a fare in campeggio? Non si farà altro che andare incontro a un fallimento, se non addirittura ad un trauma.

La valigia sul letto. Quando si avvicina il momento di partire entrare in ansia con i preparativi non farà che aggravare di più lo stress e le tensioni che si sono accumulate nel tempo. Tra i limiti imposti dalle compagnie aeree sul peso, tra il non sapere se farà bello o brutto, si è sempre bloccati su un ponte e non si sa che direzione prendere. Un buon atteggiamento potrebbe essere quello di portare il necessario. Voi potreste dire: « Bravo il dottore, come se noi non lo sapessimo già. Ma in cosa consiste il necessario?». Intanto bisogna pensare a dove stiamo andando e di cosa li si necessita più di ogni altro posto; è ovvio che non mi porto una bussola a New York, ma se vado nel deserto sarà di prioritaria importanza. Il tablet-pc mi serve? Sto andando per lavorare o fare vacanza? il cellulare mi è necessario con corredata connessione a internet? Basti pensare a quanto tempo impieghiamo per condividere in rete quello che facciamo nella nostra quotidianità e di quanto in quel medesimo momento ci stiamo perdendo della nostra vita (emozioni, sensazioni, relazioni). Quante scarpe sono realmente necessarie? E borse? Possiamo sempre informarci prima di partire quali negozi si possono trovare in loco e quindi comprare come souvenir quello che ci serve e non quello che andremo a chiudere in armadio o in uno scatolone. Ecco che in sintesi potremmo riflettere sul senso della vacanza. Si comincia ad andare in ferie già dal momento in cui si pensa di andarci. Proprio perché quell’immagine mentale di noi in un determinato luogo a fare quello che ci piace non fa altro che renderci quel senso piacevole di distensione e allo stesso tempo di ricarica. La vacanza non è tanto un dato di fatto, quanto una condizione mentale che possiamo ritrovare a partire da noi stessi. E allora, perché non concedersi più spesso una vacanza, quantomeno con la nostra mente! Potrebbe essere un modo per renderci più distaccati dal peso della quotidianità e ascoltare di più quello che siamo noi interiormente.

Quindi, buona vacanza!

a cura di:

Dr. Tuccio Domenico Savio
Psicologo - Psicoterapeuta

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