West Nile VIRUS Tutto quello che c’è da sapere

Il West Nile Virus (WNV) è una malattia che viene trasmessa all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette del genere Culex; è stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile, da cui prende il nome. Il virus non si trasmette da persona a persona in quanto, come già detto, la principale via di trasmissione è la puntura da parte di una zanzara infetta. Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. L’uomo non è l’unica specie vivente che può essere colpita da questa malattia: in generale, gli equini e gli uccelli sono i più colpiti, ma sono stati segnalati casi anche in animali da compagnia come gatti, cani e conigli. Nell’uomo, l’infezione da WNV nella maggior parte dei casi è asintomatica o assimilabile ad una leggera influenza; solo nei soggetti più deboli (anziani, bambini e pazienti immunocompromessi) l’infezione può dare luogo a manifestazioni più gravi, come meningiti o encefaliti. Quest’estate, soprattutto nel mese di agosto appena passato, il virus è tornato sotto i riflettori a causa di un notevole aumento dei casi (umani e veterinari) rispetto alle stagioni precedenti, con un totale di 365 casi umani confermati di West Nile Virus in tutta Italia (Fonte: Bollettino n. 10 del 06/09/2018, Sorveglianza integrata del West Nile e Usutu virus, Istituto Superiore di Sanità).

Come fare per difendersi?

Per ridurre il rischio di trasmissione di WNV ognuno di noi deve adottare alcune misure preventive, che riguardano sia la protezione individuale che la cura e/o la disinfestazione dell’ambiente in prossimità delle nostre abitazioni. La strategia più efficace è sicuramente quella di evitare la puntura delle zanzare: in questo senso, sono utili alcuni semplici accorgimenti:

• installare zanzariere alle finestre e alle porte delle abitazioni;

• nel solo caso di presenza di zanzare in ambienti interni, utilizzare spray insetticidi per uso domestico o diffusori di insetticida elettrici, areando bene i locali prima di soggiornarvi;

• quando ci si trova all’aperto, indossare indumenti di colore chiaro che coprano la maggior parte del corpo (camicie a maniche lunghe, pantaloni o gonne lunghi e calze) e applicare sulle parti esposte un repellente idoneo.

Quale repellente scegliere?

L’azione repellente è garantita per tutti i prodotti registrati come Presidi Medico Chirurgici presso il Ministero della Salute o come Biocidi secondo il Regolamento UE n. 528/2012: i principi attivi più diffusi sono la dietiltoluamide (DEET) e la Icaridina, ma sono altrettanto validi i repellenti registrati a base di eucalipto e geraniolo. La maggior parte dei prodotti in commericio può essere utilizzata sui bambini di età superiore ai 2 anni nonché dalle donne in gravidanza o in allattamento, tuttavia in questi casi è consigliato limitare le applicazioni. Qui di seguito elenchiamo alcune regole d’oro per la corretta applicazione:

• leggere sempre con attenzione l’etichetta del prodotto scelto

• applicare il repellente solo sulla pelle esposta e/o sui vestiti (come indicato sull’etichetta del prodotto), evitando occhi, bocca e ferite;

• non permettere ai bambini di maneggiare il prodotto;

• quando la protezione dagli insetti non è più necessaria, lavare la pelle trattata con acqua e sapone;

• in caso di reazioni avverse (rash cutaneo o altri sintomi), sospendere l’applicazione, lavare via il repellente con acqua e sapone neutro e consultare un medico.

Come intervenire sull’ambiente?

Ogni anno i nostri Comuni attivano un piano di trattamenti anti lavarli e adulticidi nelle aree pubbliche per contrastare la diffusione delle zanzare, ma perché questi siano efficaci è necessario che anche tutti noi cittadini facciamo la nostra parte. In questo ambito, l’intervento più semplice e più efficace consiste nell’eliminare o nel coprire tutte le raccolte d’acqua che possono essere sfruttate per la riproduzione delle zanzare (sottovasi, pozzetti, tombini, grondaie, canali di scolo, serbatoi d’acqua). Qualora questa strategia non fosse attuabile, si consiglia di trattare le acque stagnanti con prodotti appositi. Negli ultimi anni sono stati sviluppati prodotti efficaci in alternativa ai classici larvicidi chimici, a base di polimeri siliconici: essi possono essere utilizzati in ambito domestico, non interferiscono con la vita della flora e della fauna acquatica e hanno il vantaggio di essere facilmente reperibili in tutte le farmacie.

 

a cura di:

Farmacia del Grappa

Romano d’Ezzelino

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