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IL PIEDE, la salute e la bellezza partono dal basso

I ritmi frenetici della quotidianità portano l’essere umano a trascorrere buona parte del proprio tempo in piedi. Se pensiamo che l’intero peso del corpo viene scaricato sui piedi, capiamo come essi siano la zona più soggetta a stress meccanico, che spesso porta a indolenzimenti, dolori e infiammazioni che si propagano condizionando la funzionalità del resto del corpo.

È importante comprendere come il piede non sia solo una banale base d’appoggio: può essere infatti considerato come un vero e proprio organo dotato di caratteristiche strutturali e fisiologiche, come la presenza di muscoli posturali, di vasi sanguigni, di terminazioni nervose, di recettori, che gli consentono di partecipare attivamente alle funzionalità dell’organismo. 

È ben nota la sensazione di gonfiore agli arti inferiori e in particolare ai piedi: ciò dipende dalla difficoltà del sangue, pompato dal cuore verso la periferia, di fare ritorno al cuore stesso, difficoltà dovute in primis alla forza di gravità e alla distanza, che favoriscono il ristagno di sangue nei vasi lontani dal cuore. 

Un’attività fisica che preveda l’impegno della muscolatura degli arti inferiori consente un pompaggio diretto dei muscoli sulle vene, che favorisce il ritorno venoso dalla periferia al centro. Se a questo sommiamo l’azione del peso corporeo ad ogni passo, che provoca lo svuotamento e il successivo riempimento delle vene della pianta del piede, comprendiamo come una buona padronanza dell’appoggio del piede durante l’atto della camminata e della corsa sia decisiva per la salute di tutto l’organismo.

In particolare, la Soletta venosa di Lejars favorisce l’azione di pompa muscolare e dunque il ritorno del sangue ai distretti superiori.

Si tratta però di un “letto” di capillari molto piccoli, contenente una quantità di sangue ridotta.

Il vero cuore periferico è costituito dal Triangolo della Volta, una struttura anatomica contenente le vene plantari interne ed esterne, decisivo per la funzione vascolare del piede; dopodiché, il sangue continua il suo percorso aiutato prima dal polpaccio e dai muscoli anteriori della gamba, poi dai muscoli della coscia, all’interno della quale il sangue viene drenato in vasi più ampi che lo riportano al cuore.

Lunghi periodi di tempo seduti possono causare un importante ristagno venoso, è quindi buona norma sgranchirsi spesso le gambe, o passeggiare a piedi nudi per qualche minuto. Cibi ricchi di vitamina C aiutano il ritorno venoso, mentre fumo di sigaretta, consumo eccessivo di alcool e caffè ma anche l’utilizzo troppo di frequente di tacchi alti e vestiti esageratamente stretti, ostacolano il ritorno venoso e favoriscono il ristagno. Appare dunque chiaro il ruolo determinante dell’esercizio fisico, che favorisce l’attivazione della muscolatura periferica e permette di raggiungere e mantenere il peso ideale: tra le svariate conseguenze dannose per la salute correlate al sovrappeso e all’obesità, vi è anche l’insufficienza venosa.

L’esercizio ideale dovrebbe comprendere parti di attività aerobica che aumentino la funzionalità cardiaca e polmonare, come la camminata o la corsa, che consentano al cuore di aumentare la frequenza e di pompare masse più elevate di sangue, abbinati a esercizi di tonificazione muscolare per favorire l’effetto pompa sugli arti inferiori. 

Questa particolare combinazione di lavoro aerobico e anaerobico la si trova negli allenamenti a circuito che prevedono, per l’appunto, esercizi multipli eseguiti nelle diverse stazioni tramite ripetizioni medio-alte a basso carico con assenza di pause tra gli esercizi, volti a migliorare le prestazioni del sistema cardiovascolare unitamente allo sviluppo rapido della muscolatura, risultato a cui vuole giungere chi punta al miglioramento delle proprie prestazioni fisiche così come chi necessita di tonificare sia a scopo riabilitativo che puramente estetico.

A cura di: MRS.SPORTY

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